Le regole per un CoWorking di successo

Il CoWorking è un fenomeno ormai conosciuto, per quanto non abbia ancora pienamente ingranato nelle logiche del mercato del lavoro nostrane. Le figure professionali che si rivolgono a questa modalità di lavoro, come digital marketers, freelancers e startuppers, sono figure di relativamente recente concezione e caratterizzate da forte flessibilità, cosa che influisce anche sulla diffusione dello spazio di lavoro per esse concepito. I CoWorking, infatti, sono degli spazi di lavoro in condivisione: pensati per il singolo professionista, mettono a disposizione dello stesso uno spazio di lavoro all’interno di un open space comune, dietro pagamento di una somma decisamente inferiore a quella necessaria per un ufficio.

Per la sua stessa natura, quindi, questa modalità di lavoro necessita di alcuni accorgimenti peculiari: come si può vivere e convivere al meglio nell’ambiente lavorativo?

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Al CoWorking è indissolubilmente legato il concetto di sharing, con tutte le conseguenze del caso. È inverosimile aspettarsi che, in uno spazio condiviso fra professionisti indipendenti, ad essere condivisi siano anche i ritmi di lavoro: magari la pausa caffè di due digital marketers coincide con un’importante telefonata o momento di concentrazione di un freelancer, ma si possono pensare a svariati altri esempi. Per prevenire problemi simili, è consigliabile adottare l’abitudine di lavorare con delle cuffie ben isolate: permetteranno di non farsi distrarre dagli inevitabili rumori di sottofondo, magari ascoltando musica rilassante, essendo oltretutto utili per gestire eventuali telefonate senza arrecare disturbo. Quest’ultima osservazione conduce al consiglio speculare: se è vero che non è realistico aspettarsi che in uno spazio di condivisione non ci siano rumori, è altrettanto vero che è opportuno evitare il più possibile di essere irrispettosi nei confronti di chi condivide gli spazi. Un must have sono, appunto, delle buone cuffie con microfono per telefonate, così come è bene gestire nel reciproco rispetto le ovvie pause relax.

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Altro aspetto da tenere sotto attento controllo è la sedentarietà, fenomeno che anche nel CoWorking è sempre presente. Esattamente come nel lavoro in ufficio, o per qualsiasi attività che comporti tante ore seduto davanti a un computer o un terminale, è buona e fondamentale abitudine ricordare di ritagliarsi delle piccole pause da dedicare al compimento di qualche esercizio. Ne esistono diversi che possono essere svolti senza abbandonare la scrivania, principalmente volti a sollecitare i movimenti muscolari e articolari più colpiti da prolungati periodi di inattività. Nel caso del CoWorking, il valore aggiunto è dato dall’open space: poter dedicare una breve pausa a cadenza regolare è molto più semplice potendo approfittare dello spazio comune; inoltre, sono molte le strutture che prevedono la presenza di aree perfette come piccoli spazi verdi o aree relax.

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Infine, è bene massimizzare gli aspetti positivi di quanto insito nel CoWorking. Come ovvio, la caratteristica più tipica è lo sharing. L’open space rende possibile e anzi incoraggia l’incontro di vari professionisti che operano in settori potenzialmente molto diversi tra loro. Il rapporto di lavoro o “di ufficio” diventa particolare perché condiviso con professionisti che non necessariamente si occupano del medesimo settore, condividendo semplicemente le infrastrutture. Questo rende possibile lo scambio di opinioni, la circolazione di idee e il confronto fra diversi punti di vista che finiscono inevitabilmente per arricchire tutti, specialmente chi si trova a fare un uso intensivo di social media per ragioni di marketing o management. Nessuno ovviamente impedisce di approcciarsi al CoWorking come si farebbe con un classico ufficio, è sicuramente una possibilità; tuttavia, una scelta del genere renderebbe l’esperienza priva delle sue peculiarità. Molti spazi, per esempio, prevedono la presenza di sale dedicate a presentazioni o eventi legate all’attività dei singoli fruitori del CoWorking: partecipare a simili attività, ancorché il settore di riferimento sia quanto di più distante si possa immaginare dalla propria area di lavoro, è una via attraverso la quale si può entrare in contatto con persone, idee e opinioni che possono arricchire anche la propria esperienza lavorativa. Altri eventi possono essere la condivisione delle pause relax, o la partecipazione a pranzi o cene organizzate per tutti i fruitori del CoWorking: ogni occasione di socializzazione dovrebbe essere colta, proprio perché insita nel concetto stesso e perché potenzialmente in grado di dare una svolta al lavoro del singolo.

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La parola d’ordine, ancora una volta, è condivisione.